Lagaccio, la funivia “nascosta”: lo Spi Cgil dice no al progetto e chiede partecipazione

Via libera dal Ministero alle telecabine tra la Stazione Marittima e Forte Begato, ma il sindacato dei pensionati attacca: «Opera calata dall’alto, territorio fragile e abbandonato. Serve rigenerazione, non servitù»

È polemica al Lagaccio dopo la diffusione pubblica del via libera del Ministero delle Infrastrutture alla realizzazione della funivia turistica tra la Stazione Marittima e Forte Begato, formalizzato in una lettera al Comune di Genova datata 6 maggio scorso. A denunciare l’iter poco trasparente e l’assenza di un reale confronto con i cittadini è lo SPI CGIL Centro Est, che in una nota durissima parla di “progetto nascosto” e chiede “atti concreti” alla nuova amministrazione guidata dalla sindaca Silvia Salis.

La questione non è nuova: già nei mesi scorsi l’idea di una funivia che sorvolasse il quartiere popolare del Lagaccio era stata contestata dalla popolazione, preoccupata per le conseguenze ambientali, paesaggistiche e sociali. Eppure, sottolinea il sindacato, nessuna informazione è stata condivisa pubblicamente fino a dopo le elezioni, quando il progetto ha ricominciato a circolare sui giornali. A far discutere è anche il comportamento dell’ex vicesindaco e candidato sindaco Pietro Piciocchi, che – sempre secondo lo SPI – avrebbe dichiarato di voler portare avanti l’opera, salvo poi “mettere la sordina al progetto durante la campagna elettorale”.
Il Lagaccio, sostiene il comunicato, “è un quartiere già fragile, classificato zona rossa, con il Rio Lagaccio che molti geologi definiscono una ‘bomba a orologeria’. A questa comunità non servono servitù come una funivia o un’isola ecologica mal collocata, ma servizi reali, manutenzione, sicurezza, viabilità e posti auto”. Inoltre, lo studio idrogeologico promesso per l’area non è mai stato effettuato, compromettendo anche i percorsi di riqualificazione, come quello dell’ex Caserma Gavoglio.
Lo SPI CGIL, in questo contesto, plaude alla netta presa di posizione della nuova sindaca Salis e della presidente del Municipio I Silvia Cosso, che hanno dichiarato la loro contrarietà alla funivia e l’intenzione di rivedere la localizzazione dell’isola ecologica. Ma ora il sindacato attende azioni concrete: “Si ristabilisca una democrazia reale, con veri processi partecipativi. I cittadini devono poter dire la loro”.
Il messaggio è chiaro: no a opere imposte dall’alto, sì a una rigenerazione urbana e sociale condivisa, che metta al centro i bisogni veri del territorio. Con l’auspicio che la nuova amministrazione apra una fase diversa, fatta di trasparenza, dialogo e partecipazione.
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